Droni dello SPISAL per indagare sugli infortuni sul lavoro: sopralluoghi più sicuri e precisiNews 

Droni dello SPISAL per indagare sugli infortuni sul lavoro: sopralluoghi più sicuri e precisi

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I droni entrano nelle attività di prevenzione e sicurezza sul lavoro. Lo SPISAL dell’Ulss 6 Euganea ha introdotto una nuova tecnologia destinata a supportare gli operatori durante i sopralluoghi e le indagini sugli incidenti professionali. L’obiettivo è utilizzare i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto per acquisire immagini, effettuare rilievi tecnici e osservare dall’alto aree che possono risultare difficili o pericolose da raggiungere direttamente.

Si tratta di una novità concreta, legata alle attività svolte quotidianamente dal Servizio di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro. Lo SPISAL svolge infatti un ruolo centrale nella vigilanza e nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nel territorio di competenza dell’Ulss 6 Euganea. La stessa azienda sanitaria ha evidenziato in precedenti comunicazioni l’importanza della vigilanza come strumento di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Con l’impiego dei droni, una parte dei rilievi potrà essere svolta senza esporre inutilmente i tecnici a situazioni di rischio. Una possibilità particolarmente importante quando l’area da esaminare si trova in quota, su una copertura o in una zona non facilmente accessibile.

Perché i droni possono migliorare le indagini sugli infortuni

Durante un’indagine su un incidente sul lavoro, la ricostruzione dell’accaduto richiede spesso un’analisi dettagliata dell’ambiente nel quale si è verificato l’evento. Posizione delle strutture, condizioni delle coperture, presenza di ostacoli, accessi, parapetti, macchinari e altre caratteristiche del luogo possono fornire elementi preziosi per comprendere la dinamica dell’infortunio.

In alcuni casi, però, raggiungere fisicamente determinati punti può comportare ulteriori rischi. Pensiamo, per esempio, a una copertura danneggiata dopo una caduta, a una struttura sopraelevata o a un’area nella quale le condizioni di sicurezza non sono immediatamente verificabili. L’utilizzo di un drone permette di acquisire una prima visione dall’alto senza richiedere necessariamente l’accesso diretto dell’operatore alla zona più esposta.

Il vantaggio non riguarda soltanto la sicurezza. Le immagini aeree possono infatti offrire una prospettiva diversa rispetto alla normale documentazione fotografica realizzata da terra. Questo può aiutare i tecnici a ricostruire più accuratamente la configurazione dei luoghi e a documentare elementi che altrimenti potrebbero essere difficili da osservare.

Come spiegato da Stefano Ferrarese, direttore dell’UOC SPISAL, l’introduzione dei droni consente di lavorare in condizioni più sicure soprattutto quando sono necessari rilievi in quota, riducendo inoltre i tempi degli interventi e aumentando la quantità e il dettaglio delle informazioni raccolte.

Coperture, strutture in quota e cantieri: dove possono essere utilizzati

Uno degli ambiti nei quali questa tecnologia può rivelarsi particolarmente utile è quello dell’edilizia. I cantieri presentano infatti numerose situazioni nelle quali l’accesso a determinate aree deve essere valutato con estrema attenzione. Le coperture degli edifici, le strutture provvisorie, i ponteggi e gli elementi situati a diversi metri dal suolo possono richiedere modalità di ispezione specifiche.

Le cadute dall’alto rappresentano una delle tipologie di incidente più delicate nell’ambito della sicurezza nei cantieri. In presenza di un infortunio, poter osservare una copertura o una struttura dall’esterno, prima di procedere eventualmente con altre operazioni, può contribuire a ridurre l’esposizione al rischio degli addetti al sopralluogo.

Il drone non sostituisce naturalmente l’attività dei tecnici dello SPISAL. Al contrario, rappresenta uno strumento aggiuntivo che può essere integrato nelle procedure di sopralluogo e nella raccolta degli elementi utili all’indagine. L’interpretazione delle immagini, la valutazione delle condizioni di sicurezza e la ricostruzione della dinamica dell’incidente rimangono attività affidate agli operatori competenti.

La tecnologia può inoltre risultare utile non soltanto dopo un incidente, ma anche nell’ambito delle attività di vigilanza e prevenzione. Un rilievo dall’alto può consentire di documentare più rapidamente determinate condizioni presenti in un luogo di lavoro e fornire una base informativa più completa per le successive verifiche.

Tre droni per coprire il territorio dell’Ulss 6 Euganea

Il progetto prevede l’acquisto di tre droni, con l’obiettivo di assegnarne uno a ciascuna delle aree di competenza dello SPISAL. La scelta punta quindi a distribuire la nuova tecnologia sul territorio, evitando che il suo utilizzo rimanga concentrato in una sola sede.

La disponibilità di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto nelle diverse aree operative dovrebbe consentire agli operatori di intervenire con maggiore tempestività quando un sopralluogo richiede l’osservazione di punti difficili da raggiungere. La rapidità può essere particolarmente importante nelle indagini sugli incidenti, dove la documentazione delle condizioni dei luoghi costituisce un passaggio fondamentale.

Prima dell’impiego operativo, gli operatori destinati a utilizzare i droni seguiranno una specifica formazione teorico-pratica. È un aspetto essenziale perché l’utilizzo professionale di un drone non dipende soltanto dalle caratteristiche tecniche del velivolo, ma anche dalla preparazione di chi lo conduce e dalla corretta gestione delle attività di volo.

La formazione permette inoltre di integrare la nuova tecnologia nelle procedure già adottate dal servizio, con particolare attenzione alla sicurezza, alla qualità dei rilievi e alla corretta gestione delle informazioni raccolte.

Più tecnologia per la sicurezza degli stessi ispettori

Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa riguarda il concetto di sicurezza applicato agli stessi operatori della prevenzione. Quando si indaga su un incidente, infatti, il personale incaricato dei rilievi deve poter lavorare senza essere esposto a rischi aggiuntivi legati alle condizioni del luogo.

Una copertura instabile, una struttura danneggiata o una zona sopraelevata possono rappresentare un pericolo anche dopo che l’incidente si è verificato. In queste circostanze, il drone può diventare una sorta di “occhio volante”, capace di fornire una prima documentazione visiva mantenendo l’operatore a distanza di sicurezza.

La tecnologia offre anche un potenziale vantaggio sul piano della precisione. Fotografie e riprese effettuate dall’alto possono documentare l’ambiente con una visione più ampia, mentre immagini ravvicinate possono concentrarsi su particolari difficili da osservare dal livello del terreno. Il risultato è una documentazione che può affiancare gli altri rilievi effettuati durante l’indagine.

Dalla prevenzione tradizionale alla sicurezza 4.0

L’iniziativa dello SPISAL dell’Ulss 6 Euganea si inserisce in una trasformazione più ampia delle attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Sensori, sistemi digitali, strumenti di analisi delle immagini e droni stanno progressivamente ampliando le possibilità a disposizione dei professionisti della sicurezza.

L’obiettivo, però, non è sostituire l’esperienza degli operatori con la tecnologia. Il valore dei droni sta soprattutto nella possibilità di mettere a disposizione dei tecnici nuovi dati e nuove prospettive, rendendo più semplice osservare situazioni che prima richiedevano procedure più complesse o comportavano una maggiore esposizione al rischio.

In questo senso, l’utilizzo dei droni durante i sopralluoghi sugli infortuni sul lavoro rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione possa essere messa al servizio della prevenzione. Una fotografia aerea, una ripresa dettagliata o un rilievo effettuato senza accedere direttamente a una zona pericolosa possono contribuire a rendere più efficiente l’attività di vigilanza.

Droni e sicurezza sul lavoro: una tecnologia destinata a crescere

L’introduzione dei tre droni da parte dello SPISAL dell’Ulss 6 Euganea rappresenta dunque un passo verso sopralluoghi più moderni, rapidi e sicuri. L’utilizzo dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto potrà supportare gli operatori nelle attività di vigilanza e nella ricostruzione degli incidenti, soprattutto quando sono presenti strutture in quota o aree difficili da raggiungere.

La novità dimostra come la tecnologia possa avere un ruolo concreto anche in un settore nel quale precisione e sicurezza devono procedere insieme. Utilizzare i droni per indagare sugli infortuni non significa soltanto vedere dall’alto, ma raccogliere informazioni migliori riducendo al tempo stesso i rischi per chi svolge i sopralluoghi. È una prospettiva che potrebbe diventare sempre più importante nelle strategie di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

In sintesi: lo SPISAL dell’Ulss 6 Euganea introduce tre droni, uno per ciascuna area di competenza, affiancandoli alle attività di vigilanza e alle indagini sugli infortuni. Dopo una specifica formazione teorico-pratica, gli operatori potranno utilizzare questi strumenti per effettuare rilievi fotografici e tecnici in luoghi difficili da raggiungere, con l’obiettivo di aumentare sicurezza, rapidità e precisione dei sopralluoghi.

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